Comune di Vione

Il Comune
Piazza Vittoria, 1 – 2
5050 – Vione (BS)
Tel. 0364/906154
Fax 0364/948528
info@comune.vione.bs.it

Sindaco: Mauro Testini

Informazioni Generali
Abitanti: 726
Altitudine: 1250 m s.l.m.
Mercato: giovedì
Festa patronale: San Remigio, seconda domenica di settembre

Descrizione
Vione è un comune di montagna di origine antica, che accanto alle tradizionali attività agricole ha sviluppato il turismo. Il territorio presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate: si raggiungono i 3.161 metri del monte Coleazzo. L’abitato, arroccato su un’altura, ha mantenuto la sua impronta rurale, come dimostra la mancanza pressoché totale di espansione edilizia. E’ a partire dal Duecento che la storia di Vione assume importanza tale da essere degna di nota ancora ai nostri giorni. A partire dal 1236 i territori di Vione, fino ad ora proprietà di notabili famiglie milanesi – De Bremis, Visconti, Villani – e di alcuni enti ecclesiastici, iniziano a essere ceduti in più riprese con permute, affitti o acquisti, ai monaci del monastero di Chiaravalle. In particolare  nel 1245 l’abbazia acquista dalla famiglia De Bremis il castrum di Vione con i diritti signorili (di giurisdizione, di castellania e sulle acque), le decime pertinenti e circa 1450 pertiche di terreno (campi, boschi, prati, vigneti). E così nasce l’antica grangia cistercense – nominata tale per la prima volta solo due decenni dopo in un documento del 1269 – una nuova realtà insediativa che mantiene la vocazione agricola del nucleo originario ma che rientra nel processo di espansione fondiaria cistercense avvenuto soprattutto lungo le direttrici per Pavia e Lodi con altre grange quali quelle di Villamaggiore, Valera,  Consonno, Siziano, Torrevecchia.

Nel XIV secolo il monastero possiede già un notevole patrimonio fondiario organizzato in grange che modifica il territorio sia da un punto di vista agrario che insediativo: cambia l’assetto produttivo delle terre e vengono accorpati i centri minori con la scomparsa di alcuni di essi. Vione risulta proprietà dei monaci cistercensi fino al 1484, anno in cui il cardinale Ascanio Sforza unisce nelle sue mani la commenda dell’abbazia di Chiaravalle e quella del monastero di Sant’Ambrogio. Divenuto Comune anche Vione rimane tale fino al 1725, data memorabile che segna l’annessione del suo territorio (4770 pertiche) al Comune di Basiglio. Tra i possidenti della cascina agricola che forse più di altri vanno ricordati compaiono gli Albertario intorno al 1872, famiglia con molte diramazioni presenti al contempo in comuni limitrofi anche del pavese e che ancora oggi ha i suoi eredi. Di loro resta un ricordo tangibile nella cappella di famiglia al centro del cimitero di Basiglio. Vione fa ancora parte di questo Comune in cui compare insieme ad altre aziende agricole e al nuovo quartiere residenziale di Milano 3. Resta pur sempre un forte segno del passato che emerge nella storia e nel territorio di Basiglio.

Itinerari
Percorso Vione – Premia – Canè
Percorso Val di Canè


Da Vedere:

La Parrocchiale di San Remigio a Vione, con le caratteristiche che osserviamo oggigiorno, fu edificata nel 1500 ma conserva ampie strutture dell’edificio romanico che sorgeva precedentemente all’attuale tempio. Gran parte dell’abside è infatti riconducibile alla struttura originaria. Di questa si notano chiaramente le pietre a vista scalpellate e le caratteristiche dentellature curve e arcuate. Questo tempio ottenne il fonte battesimale solo nel 1300 staccandosi dal battistero di Vezza d’Oglio. Di notevole valore artistico il complesso iconografico formato dall’altare maggiore e dell’ancona sovrastante. Quest’opera fu eseguita nel 1660 da diversi artisti fra cui meritano particolare citazione il Domenico Ramus a cui si devono il tabernacolo e i reliquari laterali, Giuseppe Bulgarini autore della soasa. Altri artisti citati dagli studiosi e che furono presenti a Vione furono Gianbattista Zotti, Clemente Buccella da Vezza d’Oglio. Alcuni dipinti sono stati attribuiti al Moretto, al Veronese, al Bona, allo Scalvini, a Vincenzo Schena, a Antonio Moroni di Lovere. Gli affreschi sono del Bocchi.

Per costruire il Santuario della Madonna del Cortaiolo a Vione ci volle più di un secolo di lavori e modifiche strutturali. Fu iniziato a partire dal 1577 e fu completato solo nel 1686. L’ ancona è attribuita alla bottega dei Ramus mentre il paliotto rappresentante l’Adorazione dei Magi è dei fratelli Pietro e Giacomo Stradelli di Cles. Quest’opera fu commissionata, nel 1700, dai pastori.

Nelle frazioni di Stadolina e Canè, poste sulla vecchia strada che conduceva in alta valle Camonica, furono edificate nello stesso secolo due chiese che assunsero notevole importanza: la Chiesa di San Giacomo a Stadolina contiene un’ancona, del 1645, di GianBattista Ramus. Un’altra più piccola ancona è invece del secolo precedente come il tabernacolo e paliotto dell’altare maggiore opere di Giovanni Domenico Ramus. Attribuita a Nicola Grisani è la pala rappresentante un Cristo in gloria tra i Santi Gregorio e Antonio abate.

La Chiesa di San Gregorio Magno a Canè contiene alcune ancone opera della famiglia Ramus mentre l’altare maggiore fu realizzato nel 1757 da Antonio Fusi. Gli affreschi sono del secolo scorso e sono opera di Angelo Cominelli di Brescia. La grande e ammirevole pala della Natività è posta in una bella soasa di Gian Battista Ramus. In essa sono anche rappresentati alcuni angoli e scorci di vita del paese al tempo della Vicinia. Degna di menzione anche la casa parrocchiale, del 1700, posta vicino alla chiesa.

L’edificio religioso più antico di Canè è comunque il Santuario del Redentore, il cui presbiterio risale al 1500. Tra gli ampliamenti e le modifiche nei secoli successivi va ricordata la realizzazione della navata nel 1700.

Cava del marmo e osservatorio faunistico Valle di Cané. Posta a nord della frazione di Canè si trova l’omonima valle di origine glaciale, la cui area fa parte del comprensorio del Parco Nazionale dello Stelvio. Famosa per i suo paesaggi incontaminati e per la sua natura selvaggia, è solcata dalle spumeggianti acque del torrente Fiumeclo.La sua fauna è molto variegata, infatti sono presenti cervi, camosci, caprioli, stambecchi per quanto riguarda i grossi mammiferi. In rappresentanza dei mammiferi di modeste dimensioni si possono invece trovare la marmotta, l’ermellino, gli scoiattoli rossi e bruni, il tasso, la volpe e la lepre alpina. Anche il cielo sopra la valle è densamente popolato: falchi, picchi, galli cedroni, corvidi, oltre alle aquile che nidificano tra le vette marmoree. Tutt’intorno predominano fitti boschi di conifere, con prevalenza di larici e abeti. I prati sono rivestiti da varie centinaia di specie di fiori: azalee alpine, rododendri, linnee, camedri alpini, botton d’oro, genziane ecc. La Valle di Canè era nota in passato anche per la cava del marmo, posta sul versante orografico destro, ad una quota di circa 1800 m di altitudine. Veniva estratto il “christall”, un marmo di insuperabile candore; l’eccezionale compattezza e durezza si staccava nettamente dai normali marmi bianchi in uso, per la particolare cristallizzazione e per la peculiare bellezza del fondo. La storia della cava inizia nel 1899 con la prima concessione all’escavazione del materiale lapideo e si conclude nel 1964 per problemi dovuti alla sicurezza del sito stesso. Attualmente, della vecchia cava si possono vedere solo le perforazioni e le gallerie di penetrazione. Le baracche, un tempo utilizzate come alloggio per gli operai, sono state recentemente ricostruite ed è in fase di completamento la loro trasformazione in osservatorio faunistico. Il posto è raggiungibile solo a piedi.

Museo Etnografico “‘L Zuf”: Via Dott. Italo Tognali, 1 – 25050   Vione – Tel. 0364/94346

Mappa del Comune: