Comune di Niardo

Il Comune
Piazzale Donatori di Sangue, 1
25050 – Niardo
Tel. 0364/330123
Fax 0364/330254
info@comune.niardo.bs.it

Sindaco: Carlo Sacristani

Informazioni Generali
Abitanti: 1891
Altitudine: 442 m s.l.m.
Mercato: il sabato
Festa patronale: S. Obizio, prima domenica di maggio

Il nome Niardo è attestato come de Niardo in data 1119. La sua origine è collegata all’antico nome di persona germanico Nivardo. Dopo le epoche glaciali, i primi uomini che arrivarono in Val Camonica, formando piccole tribù e gruppi di abitazione, furono i Liguri e i Celti. Essi portarono la prima pastorizia, l’agricoltura e le prime lavorazione del ferro. Si unirono poi i fuggiaschi Umbri ed Etruschi (mercanti ed operai) e, mischiandosi, formarono quelle genti chiamate Retiche. Queste portarono nuove cognizioni intorno alla metallurgia, alla tecnica di nuove costruzioni, l’alfabeto e la viticoltura. I romani trovarono già delle rocche edificate quando giunsero in Val Camonica, e chiamarono questo popolo col nome generale di Camuni. Questi scendevano, spinti dalla necessità di vitto, rapinando ai colli e al piano. Erano cacciatori, pastori, agricoltori, poco costruttori e mercanti vaganti. Solo nelle ricorrenze di fiere e mercati scendevano al lago per scambiare i loro prodotti, attrezzi di legno e metallo. Ricevevano in cambio: biada, miglio, farro, vino e olio. Amavano rimanere isolati e non fraternizzare cLe origini si attribuiscono ai popoli dei Liguri e dei Celtion le popolazioni limitrofe, rimanendo sempre gelosissimi dei loro costumi e della loro indipendena. Questo stato di cose li distinse dai Cenomani, cioè dalla gente del piano, e così sino al 200 a.C. Decimo Bruto, uno dei congiurati contro Cesare, nel 45 a.C. scrisse a Cicerone di aver combattuto coi “più valorosi degli uomini” e a loro prese “molti castelli”. Erano però solo scorrerie, e non conquiste; solo Silio vinse i Camuni nel 16 a. C. Gli antichi confini del territorio abitato dai Camuni partivano da Sale Marasino e giungevano sino alla Val di Noce e all’alta Val dell’Adda, e tale era riconosciuto dai romani che l’avevano sottomesso alle dipendenze del Municipio di Brescia. I Camuni però, per il loro innato spirito di indipendenza, si ribellarono a tale decisione e ottennero il Diritto Romano e l’autonomia di mandare a Roma i loro delegati per votare nei Comizi e perciò ascritti alla tribù quirina. Il Foro civico della Repubblica Camuna fu Cividate, dotata di tribunale, acquedotto, basilica.


Da Vedere:

La Parrocchiale è dedicata a San Maurizio:  sorge al centro del paese, quasi allo sbocco della via principale, racchiude alcuni importanti dipinti attribuiti al Fiamminghino: una “Natività della Madonna”, una “Madonna con anime purganti”, “l’Angelo custode”. L’altare dedicato a san Obizio ha la sua pala, del secolo scorso, opera del camuno Giovan Battista Nodari. Una pala raffigurante la Madonna con Bambino e tre Santi e altri due dipinti rappresentanti San Giorgio e Sant’Obizo sono di incerta attribuzione. Due affreschi (riportati su tela) sono databili nel 1400 e raffigurano una Madonna con Bambino e una Madonna con Bambino ed un Santo. In sacrestia è invece visibile un affresco di Madonna con San Giorgio e San Rocco. Chiesa a navata unica rettangolare con tre campate con presbiterio e abside. Le strutture verticali sono in muratura portante. Due volte della navata sono a botte unghiata. Ci sono poi quattro grandi archi che sostengono la grande cupola centrale. Una cupola si trova anche in corrispondenza del presbiterio che poi termina con l’abside coperta da una semicupola emisferica. Addossato al lato nord si trova il blocco della sagrestia che ha il piano terra con solaio avente struttura portante in legno. Il piano superiore ha il tetto in vista. E’ presente una scala che collega i due livelli della sagrestia con il corpo della ex cappelania. La copertura è a due falde con perimetro poligonale. Sulla cupola centrale si trova un tetto a otto falde a pianta ottagonale. Il manto di copertura è in coppi in laterizio alla romana. Il campanile della chiesa di S. Maurizio martire ha la caratteristica di essere staccato dalla chiesa stessa. Ha una base a piramide quadrata tronca e sorge in corrispondenza della sagrestia della vecchia chiesa. Gli angoli sono in granito lavorato mentre le pareti sono intonacate. E’ dotato di due orologi, quello più in basso ora non più funzionante. Le strutture verticali sono in muratura portante e hanno una volta a botte ribassata per il piano terra, un solaio in legno ed uno in calcestruzzo armato per gli altri due piani. La cupola è in granito. Verso il lato ovest si trova una inferriata che delimita uno spazio con una statua della Madonna.

La chiesa di S. Giorgio: si trova in posizione isolata e domina Niardo da un’altura. Fondata nel XV secolo sembra abbia sostituito una precedente chiesa dedicata alla Madonna con annesso cimitero che era diventata Parrocchiale nel XII secolo staccandosi dalla gestione della Pieve di Cividate. Nel XV secolo, in seguito a un’alluvione, viene modificata la topografia della zona. La ricostruzione della comunità dove oggi si trova Niardo e lo spostamento della parrocchiale alla Chiesa di S. Maurizio, eretta dove sorge la chiesa attuale, tramuta S. Giorgio in Santuario. I dipinti che ornano le pareti del presbiterio sono tutti ex-voto, appartengono ad autori diversi e i soggetti si ripetono. Muovendosi in ordine sulla parete di sinistra è visibile un Santo a cavallo (S. Obizio o S. Giorgio), una Madonna della Misericordia, una Madonna in trono con i Santi Antonio Abate e Giovanni Battista e i resti di un Santo a cavallo. La parete di fondo mostra in alto una Madonna in trono con il Bambino, al centro una Crocifissione e sul lato destro di questa un’altra Madonna in trono con il Bambino, sotto una Madonna in trono con il Bambino e Santa Lucia, i Santi Rocco e Apollonia. La parete destra mostra i Santi Antonio Abate, Lorenzo, Rocco e il Beato Simonino da Trento. Sotto sono percettibili immagini di altri Santi, per concludere con le Sante Lucia e Apollonia.L’edificio si presenta oggi con una linea architettonica sobria. Nella facciata, preceduta da un portico, la porta è affiancata da due finestre e una terza è sopra l’ingresso. La navata unica si suddivide in tre parti delimitate da lesene. Nella parte terminale si aprono due nicchie con altari dedicati a S. Giorgio(a sinistra) e a S. Rocco (a destra). Un arco a sesto acuto la separa dal presbiterio coperto da una volta a crociera.Il presbiterio presenta una finestra a lunetta, vi sono inoltre due varchi, uno sul lato sinistro che dà accesso alla sagrestia e uno sul lato destro che conduce all’abitazione dell’eremita.Dietro la chiesa ci sono infatti due stanze un tempo abitate da un romito, oggi occupate da Suor Laura, religiosa della Congregazione delle Serve di Maria Riparatrici che dal 2005 vive a S.Giorgio in raccoglimento e preghiera.

La Chiesa degli angeli custodi: costruita a cura della famiglia Recaldini, che abitava nel bellissimo palazzo sito nell’attuale via Angeli Custodi. Attualmente il palazzo, di proprietà della famiglia Taboni, è stato restaurato e restano solo notevoli vestigia dell’antico palazzo. La chiesetta, intitolata all’Angelo Custode, è del 1640; ha un’architettura semplice e sobria, con una navata ad unica campata con lesene che vanno fino a terra e terminano con capitelli corinzii, che sostengono il piccolo cornicione, su cui poggia la volta a botte, interrotta in basso da due finestre ad arco. Il presbiterio è molto piccolo. L’altare è unico e realizzato in marmo con suasa in gesso. La pala originale, ora custodita in parrocchia, rappresentante l’Angelo Custode, è di ottima fattura e sembra attribuibile al Fiamminghino. Per molti anni la chiesetta venne lasciata in abbandono e adibita a deposito del fieno raccolto in favore della Parrocchia.

La Cappella del Lazzaretto: affrescata sia internamente che esternamente. I dipinti sono attribuiti al Corbellini. Questa cappella si trova in luogo isolato poco a sud del paese dove, durante le epidemie, venivano ricoverati gli appestati. Questa piccola santella con volta a botte si presenta con strutture verticali in muratura portante. La copertura è a due falde simmetriche con il manto in coppi in laterizio.


Mappa del Comune: