Comune di Piancogno

Il Comune
Via Nazionale, 49
25052 – Piancogno
Tel. 0364/364800
Fax 0364/364899
info@comune.piancogno.bs.it

Sindaco: Elio Tomasi

Informazioni Generali
Abitanti: 4692
Altitudine: 250 s.l.d.m.
Mercato: ogni 15 giorni il lunedì
Festa Patronale: Festa di S. Vittore l’ 8 maggio

Manifestazioni e Ricorrenze

  • Festa di S. Filippo Neri: 26 maggio a Cogno
  • Festa del Perdon d’Assisi: 2 agosto all’Annunciata
  • Fiera dei fiori: in maggio al campo sportivo di Piamborno fiera del florovivaismo, artigianato, agricoltura, merci varie)

Il Comune di Piancogno è il più “giovane” comune della Valle Camonica ed è stato “creato” ufficialmente il 3 dicembre 1962, con atto d’istituzione con DPR, conglobando le tre frazioni di Piamborno, Annunciata e Cogno e con buona parte dei territori dei comuni di Borno, Ossimo e Cividate Camuno.
Vi sono documenti riguardanti l’area definita Altopiano di Borno che confermano come i bornesi (abitanti del paese di Borno) fossero assiduamente presenti non solo sull’altopiano, ma anche nel fondo valle. Sicuramente durante il periodo della dominazione romana (dal 16 a.C.) l’area era abitata: ne fa fede il ritrovamento di una tomba di quell’epoca, scoperta durante i lavori di costruzione della parrocchiale di Piamborno, contenente un anello d’oro con una perla vitrea di colore verdognolo, entro castone a sagoma, conservato ora nel museo romano di Brescia. Diversamente dal resto del territorio circostante, il sito su cui sorgeva il vecchio borgo, trovandosi di alcuni metri al di sopra del livello del fiume Oglio e al riparo delle annuali inondazioni, meglio si prestava ad essere abitato (ricordiamo che tutto il fondovalle, fino a Cividate Camuno, fino al medio evo, quando fu bonificata in parte, era una vasta palude acquitrinosa e inospitale). Il paese di Cogno, non solo amministrativamente si divideva perfettamente in due parti ma rispettava gli statuti, le delibere e gli ordinamenti dei rispettivi comuni capoluogo e anche gli orari, le festività e le funzioni delle rispettive parrocchie (Borno e Ossimo). L’evoluzione dell’organizzazione del comune di Borno aveva prodotto degli statuti atti ad evitare abusi (o privilegi) sul territorio di sua competenza: per evitare che il “piano” divenisse “troppo importante” a discapito del capoluogo, tra le numerose “osservanze” si trovano dei regolamenti comunali che proibivano ai possidenti, abitanti del Piano, di dimorarvi per tutto l’anno solare. Essi infatti potevano restare in loco solo nella stagione della semina e del raccolto, poi nella stagione invernale erano obbligati ad abitare sull’altopiano a Borno. Si presume che questo stato di cose fosse attuato per evitare la costituzione di una nuova vicinia indipendente. Fu così che dalla metà del XV secolo, iniziarono i litigi tra gli abitanti del Piano che avevano spostato i loro interessi nella zona, e quelli del capoluogo Borno, imperniati sul principio dell’uso dei beni legati alla chiesa di San Vittore, che una bolla di Callisto III (Alonso Borgia 1378-1458), decretò eslusivo diritto di Borno. Le diatribe tra le due comunità (Borno e Piano di Borno) continuarono per secoli, con diversi interventi delle massime autorità (1543, 1573) che comunque ribadivano regolarmente lo “status quo” e lasciavano le cose come stavano, Borno capoluogo e Piano di Borno una semplice frazione. Nel 1521 una eccezionale alluvione sconvolse la palizzata di sostegno degli argini, divenuta tristemente famosa alcuni secoli prima, ma in parte ricostruita e il fiume Oglio cambiò addirittura il suo corso. Nel 1544 un’altra alluvione danneggiò nuovamente, in modo grave, gli argini che solo un ventennio prima erano stati ricostruiti, e il nobile Tito Federici di Erbanno, proprietario di gran parte della campagna allagata, fece trasportare del legname per ripararli. Gli esinesi però, ancora una volta, si opposero poiché in caso di nuove inondazioni il fiume sarebbe straripato sulla sponda opposta e cioè verso le loro proprietà. Verso la fine dello stesso secolo, a riprova della sua ormai consistenza urbanistica, il cartografo veneziano Pallavicino indicava Cogno sulla carta del territorio Bresciano.


Da Vedere:

Le incisioni rupestri
Santuario dell’Annunciata
Chiesetta di San Filippo Neri
Chiesetta della Madonna
Chiesa parrocchiale della Sacra Famiglia (frazione Piamborno)

Mappa del Territorio: