Comune di Ceto

Il Comune
Via Marconi, 8 25040 – Ceto  (BS)
Tel. 0364/434018
Fax 0364/434418
info@comune.ceto.bs.it

Sindaco: Conato Filippini

Informazioni Generali
Abitanti: 1972
Altitudine: 453 s.l.d.m.
Mercato: Mercoledì – Ceto Venerdì – Nadro
Festa Patronale: 30 novembre S. Andrea Apostolo – Patrono di Ceto 15 agosto SS. Gervasio e Protasio – Patroni di Nadro

Storia, Arte, Cultura
Le vicende che, in epoca storica, coinvolgono il Comune di Ceto non sembrano distinguersi da quelle che riguardano più ampiamente tutta la Valle Camonica: da quando i Romani nel 16 a. C. arrivarono in Valle, alle invasioni barbariche dei Longobardi nel sec. V, ai Franchi di Carlo Magno che attraverso i suoi “Valvassori” amministra le terre del suo grande feudo, a quando il Vescovo di Brescia diventa l’effettivo padrone della Vallecamonica e a lui i vari signorotti si rivolgono per ricevere l’investitura di feudi. Non sono pervenute grandi memorie scritte, ma è certo che già nei secoli XI e XII la nostra terra aveva vincoli feudali, come tutta la Valle, con la Curia Bresciana. Fortilizio che, con ogni probabilità, viene fatto costruire dai Vescovi di Brescia dopo essere diventati i veri ed effettivi padroni della Val Camonica. Carlo Magno, in precedenza (intorno al 774 d. C.), l’aveva donata ai monaci del monastero benedettino di Marmoutier, nel dipartimento di Tours in Francia, instaurando anche nel territorio camuno la struttura feudale di governo. “Il feudo di Figna restò, a quanto si può intuire, per poco sotto l’amministrazione vescovile, perché se non fu il Ramperto (821-844), qualcuno dei suoi successori lo donò al Monastero di S. Faustino Maggiore di Brescia, allo scopo… di fondare uno di quegli ospizi che dovevano servire come tappa specialmente a quei monaci studiosi che dal cenobio bresciano dovevano portarsi al Monastero dei Reichenau sul lago di Costanza…”. Nel XIII sec. l’ospizio ritorna nelle mani del Vescovado. La traccia rimasta del possesso dei monaci è la chiesa ricostruita, che ancora oggi esiste, dedicata ai SS. Protettori Bresciani, “e che in origine era la cappella unita al loro ospizio”.


Da Veder
e:

Tra le opere d’arte di Ceto, è da ricordare la Parrocchiale di San Andrea Apostolo riedificata su una costruzione precedente nel 1700 su disegno dell’architetto comasco Antonio Spiazzi. All’interno della chiesa vi sono affreschi del grande decoratore bresciano Pietro Scalvini (Brescia 1718-1792); a lui si devono, firmate 1757, tre medaglie con episodi del martirio di S. Andrea e la dormizione della Vergine. Sulle pareti sono collocati alcuni affreschi del XVI. sec strappati dall’antico Oratorio della Disciplina, demolito nel 1960. Accanto al tempio è posto il bel campanile, in granito sbozzato, di stile rinascimentale.

L’elemento più importante del territorio di Ceto sono le incisioni rupestri preistoriche tutelate dall’UNESCO.

Incisioni rupestri di Ceto Cimbergo e Paspardo

Mappa del Comune: